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L’interpretazione delle norme giuridiche

Le norme giuridiche sono prescrizioni (regole) che suggeriscono all’uomo come comportarsi per vivere insieme in modo ordinato e civile. Poiché sono scritte, bisogna leggerle e capirne il significato perché altrimenti non sarebbero applicate in modo corretto. Per questa ragione è importante l’interpretazione delle norme giuridiche.

L’interpretazione può essere fatta dal giudice (unico organo a dare giustizia) che presta attenzione a tutte le sfaccettature del caso.
Esempio: un soggetto crea danno ad un altro. Se è un danno ingiusto: si rifà all’art. 2043 secondo il quale nessuno può cagionare danni ingiusti a terzi. Se è un danno giusto (cagionato per necessità), si rifà all’art. 2045 che stabilisce che non si possono richiedere danni.  

Lo stesso giudice compie anche la cosiddetta interpretazione evolutiva: alcune norme del codice civile, scritto anni fa, non sono state modificate nel tempo, per cui il giudice, prima di applicarle, dovrebbe cercare di “evolverle”, ovvero, adattarle ai nostri tempi.

Iniziamo a dare un’occhiata alla mappa concettuale per fissare bene i concetti, troverai di seguito la spiegazione per ogni tipo di interpretazione.

L'interpretazione delle norme giuridiche: in quanti e quali modi è possibile interpretare le norme giuridiche

Altri tipi di interpretazione delle norme giuridiche

Interpretazione letterale: quando si capisce il significato di ciascuna parola.

Alcune parole vengono utilizzate solo in diritto, ad esempio:

Enfiteusi: quando si concede un fondo ad un enfiteuta con obbligo di miglioramento.

Altre hanno un significato in italiano parlato e un altro in diritto:

Legato (in italiano): privato della libertà di movimento mediante l’utilizzo di uno strumento (una corda). 
Legato (in diritto): donazione di colui che fa il testamento ad una persona diversa dagli eredi.

Interpretazione amministrativa: viene data dalla Pubblica Amministrazione con al vertice i ministri. Questa interpretazione vincola tutti i subordinati, però se i cittadini che hanno a che fare con la Pubblica Amministrazione la ritengono sbagliata, possono rivolgersi al giudice che se la interpreterà in modo diverso non la farà applicare.

Interpretazione autentica: quando il parlamento (o il legislatore) emana una nuova norma che serve a spiegare una norma precedentemente emanata che non è stata interpretata in modo corretto. Viene considerata retroattiva (cioè può regolare fatti avvenuti prima della sua entrata in vigore) poiché l’interpretazione imposta dal legislatore è la stessa che sarebbe dovuto essere data alla legge precedente.

Interpretazione logica: fa riferimento ai collegamenti logici nel testo

Interpretazione teleologica: fa riferimento allo scopo del legislatore

Interpretazione dottrinale: interpretazione proposta dagli studiosi del diritto (dottrine). I giudici si possono appoggiare a questa interpretazione.

Interpretazione sistematica per analogia: se non c’è una norma che regola un fatto giuridico, il giudice può utilizzate la norma che tratta un fatto simile.

Interpretazione sistematica per principi generali: quando il giudice non può servirsi neanche di una norma che regola un fatto simile a quello accaduto. In questo caso deve rifarsi ai principi generali del diritto.

Interpretazione restrittiva: il legislatore voleva dire di meno rispetto a quanto ha scritto.

Interpretazione estensiva: quando il legislatore voleva dire più rispetto a quanto scritto.

Nell’ambito dell’interpretazione delle norme giuridiche, è importante prestare attenzione alla distinzione tra:

Fattispecie concreta: ovvero il fatto accaduto.
Fattispecie astratta: la norma che regola il fatto che è accaduto.

Ricorda di fare lo screen alla mappa concettuale, per poter sempre ripetere in modo pratico e veloce!